Ottobre 2, 2009
Maggio 17, 2009
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione
Siamo tutti un popolo di migranti

“Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere
“Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”. La relazione così prosegue: “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione“.
Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912
Milano, Alabama
by PINO CORRIAS su http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/
Probabile che Matteo Salvini, il leghista che chiede posti prioritari per i milanesi sul metrò, sappia nulla di Rosa Parks e della sua storia lucente. Rosa Parks era una donna nera di Montgomery, Alabama. Quando l’1 dicembre 1955 decise di sedersi in uno dei posti dell’autobus riservato ai bianchi, aveva 42 anni. Lavorava come sarta in un grande magazzino. Stava tornando a casa e aveva avuto una giornata dura. Rimase seduta per una manciata di fermate. Poi salirono dei bianchi. Il conducente le ordinò di alzarsi. E lei, che lo aveva fatto mille altre volte, rispettando la legge dell’Alabama che riservava ai negroes gli ultimi posti in fondo all’autobus, decise di disobbedire: “Non mi alzo”. Il conducente fermò l’autobus, chiamò due poliziotti che arrestarono Rosa Parks.
Per protesta la comunità afroamericana, guidata dal giovane reverendo Martin Luther King, decise che nessun nero sarebbe più salito sugli autobus di Montgomery, fino a quando non fosse stata cancellata la segregazione razziale. Il boicottaggio durò 381 giorni. Durante i quali tutti i neri andavano a piedi, oppure in automobili strapiene, oppure in bicicletta, e gli autobus vuoti rimanevano nelle rimesse. Il 19 dicembre 1956 la Corte Suprema degli Usa – su richiesta dei difensori di Rosa Parks, condannata a 10 dollari di multa – dichiarò incostituzionali le leggi della segregazione. Il giorno dopo Martin Luther King e il reverendo bianco Glen Smith salirono sull’autobus e si sedettero uno di fianco all’altro. Oggi quell’autobus è in un museo, Rosa Parks sta nel cielo dei giusti, Obama abita alla Casa Bianca, e Matteo Salvini fa il capogruppo della Lega a Milano.
Angelo BiondiCrini
Dicembre 19, 2008
ercenone de natale
by Johnny Palomba
Sò tempi de restringimenti econimichi e de cintura e tocca inventasse cuarcosa de cuasi miracoloso pè potè passà immodo degno eddignitoso stefeste spendenno morto pochissimo inzomma na sorta de Natale locost presempio pè er cenone ecco na dritta a zero euro, ricetta: fate umber soffritto de percolato de malagrotta a foco lento poi piiate unchilo de carne de suino fosforescente che der maiale nun dr butta via popo gnente e fatelo grufolà finacchè nummediventa verde poi piiate le ova che sè preso infaccia ferara ai comizzi e aggiungetele al porco. cuello dentro arfoco. poi cuanno tutto cià unsuo pecchè spruzzatece soprà unpò de brunello armetanolo aggiungete farina animale poi apparte drento ampentolino fate bolli unpar delitri de latte cinese e cuanno la melanina ve dice” sò plonta moltacci tua” aggiungete artutto i rospi che ve siete ingoiiati pe tutto lanno inzieme a na fetta de culo de bufala de discarica e ana fetta de culo taiiata vicino allosso poi unite ertutto effate amargamà aggiungendo ognittanto cuarche scaia de garbanino scaduto dellanni ottanta e cuanno tutto cià uncerto significato gastronimmichio controllate la temperatura cò na spigola armercurio e poi buttate buttate tutto nerforno ammicronde eppoi na vorta finito finito de coce farcite egguarnite cò pomodori de manifestazione fiori de cimiterosorci verdi e patè de fegato de disoccupato. servire cardo e meraccomando poco sale che la salute sesà è impotante!
da Emme #60, inserto de L’Unità del 15.XII.008
MG
Dicembre 6, 2008
sic transit gloria mundi
Tuesday, 4 December 2007, 07:41 GMT
The stainless steel division performed particularly strongly
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The German industrial conglomerate and steel specialist ThyssenKrupp has reported record annual results.
Pre-tax profits rose 27% to 3.33bn euros ($4.88bn; £2.37bn) in the year to the end of September.
Strong global steel demand helped profits at its stainless steel division rise by 84% to 777m euros.
ThyssenKrupp predicts that in the current year its profits will decline slightly, although they will remain above 3bn euros.
The record profit figure came even though ThyssenKrupp had to pay a 480m-euro fine after its elevator division violated European Union cartel regulations.
The EU ruled in February that ThyssenKrupp, together with Otis of the US, Kone of Finland and the Swiss firm Schindler, had fixed prices, rigged bids and allocated projects between 1995 and 2004.
powered by BBC NEWS (http://news.bbc.co.uk/2/hi/business/7126245.stm)
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6 dicembre 2007
L’incidente all’1.30 nella ThyssenKrupp. Investiti dall’incendio provocato dalla fuoriuscita di olio bollente. Ricoverati in condizioni disperate. I sindacati: “Quei lavoratori erano alla linea 5 da 12 ore”.
powered by La Repubblica (http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/incendio-acciaieria/incendio-acciaieria/incendio-acciaieria.html)
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05 Dicembre 2008
[...] Il rogo alla ThyssenKrupp suscitò, oltre che orrore, anche stupore. Per molti fu una scoperta apprendere che in una multinazionale di grande nome, non in un laboratorio cinese, gli operai lavoravano 12-13 ore di fila, per di più di notte. Era la dimostrazione di quanto fosse debole un segmento di classe operaia che una volta era stato forte, orgoglioso di saper domare il fuoco e dar forma all’acciaio. Tradizioni e identità incrinate da una serie di ristrutturazioni, culminata nell’accordo difensivo che accettava la chiusura, capolinea di una vertenza dove l’azienda aveva «giocato» Terni contro Torino, lavoratori contro lavoratori. Dei giorni seguiti al rogo restano alcuni ricordi. Il comportamento, prima gelido e indifferente poi imbarazzato, dei «tedeschi». I nastri strappati ai funerali sulle corone di fiori della ThyssenKrupp. Le facce e le parole degli operai che finalmente bucavano gli schermi delle tv (una visibilità conquistata a caro prezzo e comunque a termine). [...] Restano soprattutto le immagini e i suoni del rabbioso corteo che il 10 dicembre attraversò Torino[...] quella manifestazione esibì la solitudine degli operai, maledisse i colpevoli, ignorò i politici, contestò i sindacati (che l’avevano indetta) [...]
by Manifesto (http://www.ilmanifesto.it/ricerca/ric_view.php3?page=/Quotidiano-archivio/05-Dicembre-2008/art6.html&word=thyssenKrupp)
[...] Assente il governo, la Confindustria e l’Unione industriali di Torino. E il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi manda un messaggio al presidente del Consiglio comunale della città di Torino: «il fermo impegno collegiale del Governo a conseguire diffusamente nell’intero Paese più alti livelli di effettiva sicurezza sui luoghi di lavoro». Parole a distanza.
powered by L’unità (http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=73935)
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Luxuria vincitrice sbanca l’audience. E per Liberazione “è come Obama”. Sul
quotidiano comunista titoli altisonanti, Ferrero vuole candidarla alle Europee.
powered by La Repubblica
eh… tanto a noi, a quelli della cosiddetta Sinistra, che ci importa…. tanto abbiamo LUXURIA che buca gli schermi, vince e fa l’audience. eh…non si dica che io, lavoratore, non mi sento rappresentato da Wladimiro. Tanto di cappello alla sua persona, dopotutto.
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e giusto per finire… caso mai ci dovessimo mai dimenticare
PRINCIPI FONDAMENTALI
Art. 1.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
powered by La Costituzione Italiana
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