Lu stozzu de carta

Giugno 22, 2009

Blixa Bargeld 2 Luglio 2009 ad Alessano (Lecce)

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Comunicato stampa

con gentile preghiera di diffusione e comunicazione

Blixa Bargeld:REDE/SPEECH

Giovedì 2 luglio 2009 – ore 22.00

Piazza Castello – Alessano  (Lecce)

Città di Alessano

ADCartdiffusion▪artistic projects development▪

Vazca/events&more

Due Lune Teatrotenda

Una produzione

ADC artdiffusion – artistic projects development

ADCartdiffusion, con il sostegno della Città di Alessano, presenta uno straordinario evento in Puglia con Blixa Bargeld. Il poliedrico artista berlinese che nel 1980 ha fondato una delle band più note del movimento industrial,  gli Einstürzende Neubauten, anche  chitarrista e cantante dei Bad Seeds, la backing band di Nick Cave, (con cui compare anche ne “Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders), sarà quest’estate in Puglia. Unica tappa esclusiva, il prossimo 2 luglio ad Alessano (Lecce), dove presenterà una performance sperimentale tra teatro e musica. L’artista che con gli Einstürzende musicò l’Hamlet Machine di Heiner Müller ottenendo grande successo, sceglie anche oggi il teatro per il suo Rede/Speech uno spettacolo che esplora i confini del linguaggio e della musica. Microfoni, effetti, pedali, un paio di altoparlanti ed un mixer di fronte al palco per una strumentazione scarna e minimale con Boris Wilsdorf a controllare dalla parte opposta del palco. Bastano solo queste cose, a Blixa Bargeld, per creare manipolazioni vocali e suoni stratificati e complessi. Nello spazio di due ore vengono costruite trame ambient e sferragliate noise cupe e claustrofobiche, insieme a parti più morbide ed eteree, più vicine al concetto wave e post-rock.

Il progetto Blixa Bargeld: Rede/Speech, fortemente voluto e prodotto da ADCartdiffusion (Gianna Licchetta e Carla Romana Antolini), è realizzato in stretta collaborazione con le realtà emergenti di VAZCA Due Lune TeatroTenda e con il supporto fondamentale di Anna Maria Mangia..  Grazie all’interesse e al sostegnodel Sindaco della Città Alessano, Gigi Nicolardi che ha accolto l’evento con grande entusiasmo, il Capo di Leuca riscatta l’orgoglio della sua periferia ospitando un evento d’avanguardia internazionale e permette l’espressione di un’alternativa culturale rispetto all’offerta di intrattenimento del Salento turistico.

Rede/Speech

Si tratta di una performance puramente linguistica, basata sulla emissione, registrazione, iterazione e sovrapposizione di sillabe, parole, frasi e vocalizzi. Se Blixa con i suoiNeubauten recupera e riutilizza materiali di scarto – ”lavoriamo con fili metallici, macchine costruite con cera che possono essere chiamate strumenti, liquidi e con qualsiasi cosa, dal fuoco a materiali organici, dalla gomma alla plastica” – per (de)costruire nuova musica, in questo spettacolo – azione – egli riesuma parole dimenticate e prive di significato, suoni viscerali che solo la sua anima profondamente berlinese può emettere.

Dalla formazione della band ormai leggendaria Einstürzende Neubauten nel 1980, alla sua presenza dal 1984 al 2003 nel gruppo Bad Seeds del cantante e performer Nick Cave, il berlinese Blixa Bargeld ha dimostrato di essere uno dei personaggi cruciali nella storia della nuova musica.

Chitarrista, cantante, autore ed attore, Blixa Bargeld è un performer di rara versatilità, in grado di definire un mondo artistico ricco di sfumature.

“Rede / Speech” è una straordinaria performance solitaria dedicata alla voce, dove il pubblico assiste in diretta alla metamorfosi di frasi, parole e sillabe in una architettura musicale potente ed affascinante.

Ancora una volta Blixa Bargeld coinvolge gli ascoltatori nel suo mondo sonoro, come nel laboratorio di un alchimista della voce, dove tutto si sviluppa in diretta, tra dinamiche timbriche di rara intensità, catturando lo spirito e l’energia del momento. Dal 1995 Blixa Bargeld lavora al progetto di “Rede/Speech”, che è già approdato in numerosi ed importanti festival europei, e la dimensione palpitante ed umana della sua performance ne assicura un rinnovamento costante che avvince e sbalordisce gli spettatori.

Giovedì 2 luglio 2009 – ore 22,00 (durata 1,30’)

Piazza Castello – Alessano (Le)

Ticket  euro 15,00

prenotazione biglietteria contattare:

vazcanews@gmail.com

Per info 338 27 84 990 – 347 67 08 856

info@adcartdiffusion.com

LINK: www.blixa-bargeld.com - www.adcartdiffusion.com - www.myspace.com/vaskaspace -teatrotendaduelune.blogspot.com


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Giugno 1, 2009

Par Tòt Parata 2009 Bologna 20 Giugno

OGNI ANNO A BOLOGNA SI SVOLGE UNA STRAMBA QUANTO ORIGINALE MANIFESTAZIONE PER LE VIE DELLA CITTÀ, LA  PARATA PAR TÒT  CHE, PER CHI HA VISSUTO “LA GRASSA” IN TEMPI RECENTI, NON PUÒ NON RIPORTARE ALLA MENTE LABIRINTI DI COLORI E FRAGRANZE D’ESTATE. 

http://www.pennellisolari.com/?page_id=203&event_id=7

RICORDANDO PER CHI ABBIA VOGLIA DI ANDARSELA A VEDERE CHE LA PAR TÒT  QUEST’ANNO È FISSATA PER  SABATO 20 GIUGNO, PROPONIAMO UN PICCOLO RACCONTO D’UN NOSTRO CARO AMICO CHE RACCOGLIE LE SUE IMPRESSIONI E SUGGESTIONI DI QUESTA BIZZARRA PARATA CITTADINA.

“Quando ero piccolo, circa una quindicina d’anni fa, vicino a casa mia c’erano delle panchine di pietra durissima e bianca che recavano una scritta; come un acronimo, breve e rivelatore: E.P.T.

     Quando gli chiesi cosa si celasse dietro a quelle tre lettere, mio padre, tra il serio e il faceto, mi disse: “Significa che si può sedere chi vuole, che E’ Per Tutti”.

     Mi convinse, e io non dubitai che la sua spiegazione fosse autentica, perchè mi bastava per farmi sentire legittimario di un pezzo di quella superficie ogni volta che avessi voluto, e da quel momento in poi, quando mi ci sedevo, mi sentivo padrone, a mio agio. In regola, diciamo.

     - Tanto è per tutti – mi dicevo, e mi sedevo. 

     Svariati anni dopo, qualcosa di molto simile a quell’acronimo è passato ancora sulla mia strada: qualcosa di universale, di indefinibile, di possesso comune. Anche questa cosa è Per Tutti, è siccome capita a Bologna è Par Tòt.

     L’analogia tra questo Par Tòt, e quel Per Tutti è che nessuno dei due prevede padroni, e che tutte e due sono per tutti, giustappunto.

     La differenza, invece, è che se le parole di circa tre lustri or sono legittimavano una stasi e un riposo, quelle di adesso si spianano ad una frenesia di moto continuo, perpetuo, ad un incedere di colori a miscuglio, di passi ad inciampo, di suoni a rimbalzo. Prima la stasi, ora il moto. Prima il riposo, ora l’andamento.

     Par Tòt Per tutti… e ce n’era davvero per ogni gusto. C’erano i giganti e i trampoli, i volti dipinti, gli angeli e i diavoli, le chitarre e i contrabbassi. C’erano libertà e follia, le clavette e i birilli, giocolieri giocanti, il rosso, il giallo, il verde, i rasta e l’unione dei popoli neri, l’azzeramento delle distanze, le piccole facce marroni, l’Africa e l’America, il circo, la caduta e i nasi rossi. C’erano respiri e risa, i coriandoli e gli imbuti, gli ottoni ed i fiati soffiati, anime e finzioni, mimi dipinti di viola, cembali e battenti, battere, levare, sete, compagnia e sudore.

     E poi, come battiti antichi di terra che trema, c’erano tarante, tarantelle e tammurriate, il sole, il mare, il vento, il morso del ragno. La tarantola. La musica pizzicava, avida e passionale, e avvolgeva tra quelle due ali a contrasto: una di ritmo, l’altra di melodia e armonia. La schiera dei bianchi, e la schiera dei neri. Quella delle dita leggere tra i tasti e i mantici, e quella delle mani pesanti a percuotere pelli e sonagli.

     Ohi, come pizzica! -  diceva il maestro dal turbante bianco.

     Pizzica, pizzica! - rispondevano le ali a contrasto, e un unisono di colpi a rimbombo e di accordi sugli accenti si susseguivano. Sempre più incalzanti, sempre più spediti, sempre più veloci, fino al parossismo del movimento e della frenesia, fino alla follia delle gole prestate al vino e alle grazie di San Paolo, fino alla mano del solito maestro alta nel cielo, a controllare gli eccessi e a porre fine all’estasi, fino all’applauso avvolgente e finale, e al respiro profondo e profuso a riprendersi l’aria lasciata nella battaglia del ballo.

     Intanto, nel delirio di gruppo, due perfetti sconosciuti continuano a guardarsi in cagnesco. Lei lo osserva di sghimbescio, ma non lo teme affatto. I corpi si avvicinano, si contendono l’aria, lo spazio e ogni singolo passo. Si perdono un poco, prima di ritrovarsi ancora. Lui la punta, ne fiuta l’odore della fatica e della passione. Poi la sfiora. Alla fine la tocca, cingendole il fianco. Lei gli sorride. Non può fare altro. Non può dirgli niente, né può svincolarsi, perché stanno ballando, e la regola è questa. Poi la lotta continua: tra loro e attorno a loro. Si simulano duelli, fiondate e passi pesanti, colpi di sciabola e spada a sferzare l’aria e l’ebbrezza.

     Ma dov’è la spada? La spada non c’è. La spada è la musica che batte e che scuote, è l’odore del mare lontano, è il sudore e la polvere sotto l’orlo di gonne, una nebbia di fumi, è un coro di voci, è lu mieru lallà, un tamburo che incalza su un grazie gridato alla gente.

     C’era tutto questo in quei corpi stremati alla fine di ogni singola lotta tra il suono ed il corpo. Poi c’erano i visi arrossati e le gole arse. E c’erano anche gli occhi sgranati, verso l’alto, un po’ riversi all’indietro, e una smorfia di gioia e sorpresa nel sentirsi pronti a gettare ancora e ogni volta la propria stanchezza oltre l’inizio di un nuovo duello.”

DARIO CORIALE

 

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