I F I T T O
Il nonno dell’ex-Governatore si chiamava Felice Fitto. Era un proprietario terriero. Famiglia benestante. Operava nel settore del commercio e lavorazione dell’olio d’oliva. Poi, almeno così pare, divenne anche grossista di salumi e formaggi, avendo anche rivendite alimentari al dettaglio.
1957
Nasce la “ Fitto Felice & company”. I soci sono 4: Felice, uno dei figli, Salvatore (futuro Presidente della Regione) e due lontani parenti, i fratelli Portaluri.
Don Felice Fitto appartiene alla ristretta elite di latifondisti e proprietari che nella città di Maglie rappresentano, a quel tempo, l’oligarchia economico-finanziaria ed esprimono il ceto politico di governo. Dettano legge. Un po’ quello che accadeva, a Sammichele, in passato, per una certa aristocrazia fondiaria. Solo che a Sammichele, per diventare Consiglieri Comunali bastano 150 voti. A Maglie ne servono 3 mila. Don Felice è ripetutamente Consigliere Comunale di maggioranza eletto nelle liste monarchiche (che è cosa diversa dalla destra missina e cosa diversa dalla destra liberale).
La storia è a cicli, si sa. Alla fine degli anni ‘50, il sistema cambia perché cambia il mondo. A Maglie gli antichi equilibri si sfaldano. Sta sorgendo una nuova stella: la Democrazia Cristiana, enorme mammut capace di contenere tutto ed il suo contrario. Distribuisce potere, gestisce interessi tra i più disparati. Felice Fitto si ritira da un nuovo modo di fare politica nel quale, ormai, non si riconosce più. Gli subentra, nel giro di pochi anni, il figlio Salvatore (padre dell’ex-Governatore Raffaele). Prima Segretario Cittadino della DC, poi Consigliere Comunale. Tutto deve cambiare perché nulla cambi. Come ne “Il gattopardo”, ricordate?
1964
L’azienda “Fitto Felice & company” estende le proprie attività e comincia ad occuparsi di estrazione dell’olio di oliva dalla sansa e della lavorazione del ciclo completo dell’olio. Un SANSIFICIO ( dove ho già sentito questo termine?).
1967
Il dott. Salvatore Fitto, a soli 26 anni, è il più giovane Sindaco di Maglie. Nume tutelare di tutto il Salento è il sen. De Giuseppe, parlamentare dc per 25 anni e quasi sempre Vice-Presidente del Senato. Potere e prestigio di De Giuseppe in Salento sono enormi. De Giuseppe sta a Salvatore Fitto come Gava sta a Pomicino: Re e Vicerè. Fatte le debite proporzioni. Ovvio, il Salento non è l’intera Campania.
1973
Nasce la OL.SA SrL ( “OLEARIA SALENTINA”). L’azienda, però, va incontro a crescenti difficoltà economiche e si indebita fortemente con gli anni. Felice Fitto, oltre a Salvatore, ha altri due figli maschi: Raffaele Fitto (zio dell’ex-Governatore dei giorni nostri) ed Antonio. Raffaele Fitto è contitolare della OL.SA..
1981
Una sera, Raffaele Fitto viene rapito dall’Anonima sequestri. Un sequestro, a detta di molti, dai contorni poco nitidi. Le modalità del rapimento, della detenzione e del rilascio mai furono chiarite sino in fondo. Per tutta la durata delle trattative con i sequestratori, i Fitto non fanno altro che ripetere che i bilanci della loro azienda sono in rosso e che loro sono benestanti ma non ricchi. Non c’è molto da trattare.
Si versa un riscatto pari quasi a due miliardi di lire.
Grazie a chi, visto che l’azienda versava in cattive acque? Si narra di “amici” di famiglia? Chi? E in che modo furono ringraziati? Domande legittime per chi riveste ruoli pubblici.
1982
La OL.SA. è messa in liquidazione. RICORDIAMOCI DI QUESTA DATA.
I R A M P I N O
Don Felice Fitto ha una moglie, nonna dell’ex- Governatore dei giorni nostri. Si chiama Carmela Rampino.
La famiglia Rampino opera anch’essa, da sempre, nel settore oleario. Solo che i Fitto hanno in mano il settore nel Sud Salento, i Rampino, invece, a Trepuzzi e nel nord leccese. Vediamo cosa fanno i Rampino.
1963
Un imprenditore genovese del settore oleario, Leo Capurro, sbarca a Trepuzzi. Fondano la CAPURRO SpA. Mettono su…indovinate cosa?…un SANSIFICIO. Uomo di fiducia e socio dei F.lli Capurro è Raffaele Rampino. E’ cugino di Salvatore Fitto e porta lo stesso nome di battesimo dell’ex-Governatore. I primi tempi, affari a gonfie vele. I Capurro inseriscono l’azienda in un circuito internazionale. Affari persino in Sud America.
1973
Con gli anni, le cose cambiano. I cattivi odori del SANSIFICIO invadono Trepuzzi e Campi Salentina. Nei pressi dell’opificio nasce la zona 167. Le abitazioni si trovano in linea diretta rispetto ai venti che giungono dal SANSIFICIO. Pare addirittura che i balconi siano cosparsi di pulviscolo nerastro. Lo stesso che viene inalato nelle vie respiratorie e che macchia il fazzoletto quando ci si soffia il naso. La gente si mobilita. Nascono i COMITATI NO AL SANSIFICIO. Sit-in, assemblee, scioperi sono all’ordine del giorno.
1986
Non si contano ormai gli infortuni sul lavoro. Si narra che in quell’opificio non esistessero regole né tutele per le maestranze. Un giorno, uno degli 8 capannoni crolla. Un operaio muore. La proprietà intima alle maestranze di tenere la bocca chiusa. Ma ai CC giunge una telefonata anonima. Scatta l’inchiesta. Lo stato di degrado dell’azienda è ormai al culmine.
1986
Intanto, a Lecce nasce la COPERSALENTO SpA (ricordate questo nome). E chi sono i soci azionisti? I F.lli Capurro, Raffaele Rampino ed una consociata di “Sviluppo Italia”. Cambiano nome, assetto societario, capitale sociale ma la ragione sociale, quella no, è la stessa: ciclo della lavorazione dell’olio ed un SANSIFICIO.
1986
La Regione Puglia è guidata da Salvatore Fitto. L’ente regione acquista con denaro pubblico la OL.SA. ( OLEARIA SALENTINA) di proprietà della famiglia Fitto. Ricordate? Quattro anni prima era stata messa in liquidazione. La Regione dà in gestione la OL.SA. all’ERSAP ( Ente Regionale Sviluppo Agricolo Pugliese). L’ERSAP a sua volta la dà in gestione ad un’altra società: la COPERSALENTO SpA! E chi sono gli azionisti? Sempre gli stessi.
1986-1988
Ed il vecchio rudere, l’ormai ex-SANSIFICIO che c’era a Campi Salentina? Cosa farne? Perché non venderlo al Comune di Campi? I muri perimetrali sono pericolanti e gli impianti fatiscenti! Il Sindaco di Campi, Nicola Quarta, ex-Presidente dc della Regione, sottoscrive un atto di vendita con il quale Raffaele Rampino cede il sansificio al Comune. Costo dell’operazione: 6 miliardi di lire. Tanti per le casse di qualsiasi Comune. Interviene la Regione Puglia. Il Presidente, Salvatore Fitto, cugino di primo grado di Raffaele Rampino, si impegna a versare 4 miliardi. Gli altri due li mette il Comune di Campi Salentina. Denaro pubblico.
Esistono 3 delibere al riguardo:
Delibera di Giunta Regionale del 30 maggio 1988 (tre mesi prima della tragica scomparsa del Presidente Fitto) con cui si versano 2 miliardi
Delibera di Giunta Regionale del 28 dicembre 1989 con cui si versano 500 milioni
Delibera di Giunta Regionale del 9 marzo 1990 con cui si versa un miliardo e mezzo.
1993
A Campi subentra una nuova Amministrazione che è costretta ad occuparsi di un ex-SANSIFICIO perché sua proprietà. Effettua ripetuti sopralluoghi. Si cerca di inventariare tutto ciò che è rimasto dell’ex-azienda, ormai di proprietà del Comune. Non resta più nulla. Si sono portati via tutto ciò che c’era dentro. Resta un’area degradata da bonificare. Un’area dove si danno convegno malavitosi e tossicodipendenti. Un rudere. Bonificare? Servono risorse ingenti. La Regione? I soldi li trova solo per le priorità.
2000
Anche la COPERSALENTO inquina massicciamente.
Il Tribunale di Lecce condanna Raffaele Rampino a 5 mesi di carcere, condizionando la sospensione della pena all’adeguamento a norma degli impianti. Macchè!
2002
La magistratura provvede al sequestro preventivo della COPERSALENTO a cui vengono apposti i sigilli. Raffaele Rampino è indagato per diversi reati. In Regione, l’allora Consigliere Losappio (non mi interessa di che partito sia) rivolge un’interrogazione al Governatore Fitto: la COPERSALENTO è munita di Valutazione d’Impatto Ambientale? (Dove ho già sentito queste cose?)
E Raffaele Fitto, che risiede a Maglie, che è Presidente di Regione, che è Commissario straordinario per l’ambiente in Puglia, nulla sapeva di quell’inquinamento? E il Sindaco di Maglie, sen. Chirilli, fedelissimo di Fitto, nulla sapeva? E la AUSL di Maglie?
Cari destroso e mba pepp, mi chiedo perché la signora Leda Dragonetti, madre di Raffaele e moglie di Salvatore, abbia “consigliato”, a suo figlio appena ventenne, di candidarsi alla Regione, dopo la tragica scomparsa di suo marito in quell’incidente stradale.
Ma il bello sta per arrivare…
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Alberto Piccinni