Il gruppo di giovani ARTIGIANI
è lieto di invitarvi a una serata
all’insegna del pacifismo di Tiziano Terzani e non solo.
Musica, video, interpretazione testi
per dire NO alla violenza.
Vi attendiamo il 30 Dicembre 2009 alle 20:30 a TIGGIANO
Il gruppo di giovani ARTIGIANI
è lieto di invitarvi a una serata
all’insegna del pacifismo di Tiziano Terzani e non solo.
Musica, video, interpretazione testi
per dire NO alla violenza.
Vi attendiamo il 30 Dicembre 2009 alle 20:30 a TIGGIANO
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Giovedì 24 Dicembre 2009
a partire dalle 21:30
presso il TeatroTenda di Santa Eufemia a Tricase
presentano
NULLA DI NUOVO NEL MONDO OCCIDENTALE
proiezione di tre film
vi confesso che ho l’amara sensazione che le cose stiano prendendo una brutta piega. Se pensate che le cose che leggerete siano cose “sensate” o vicine alle vostre opinioni Vi prego di far girare questo piccolo piccola confessione, appello, papello di sorta. Ovviamente se ve ne schifate, potrò capire … ma ripeto, la situazione sta prendendo una brutta piega e ciò non mi sta piacendo!!! Quello che vorrei semplicemente è:
di Marco Travaglio
Ebbene sì, han ragione Cicchitto, Capezzone e Sallusti, con rispetto parlando. Inutile negare l’evidenza, non ci resta che confessare: i mandanti morali del nuovo caso Moro siamo noi di Annozero e del Fatto, in combutta con la Repubblica e le procure rosse. Come dice Pigi Battista sul Corriere, abbiamo creato “un clima avvelenato”, di “odio politico”, roba da “guerra civile”. Le turbe psichiche che da dieci anni affliggono l’attentatore non devono ingannare: erano dieci anni che il nostro uomo, da noi selezionato con la massima cura (da notare le iniziali M.T.), si fingeva pazzo per preparare il colpo. E la poderosa scorta del premier che si è prodigiosamente spalancata per favorire il lancio del souvenir (come già con il cavalletto in piazza Navona) non è che un plotone di attivisti delle Brigate Il Fatto, colonna milanese Annozero. Siamo stati noi. Abbiamo spacciato per cronaca giudiziaria il racconto dei processi Mills, Mondadori e Dell’Utri, nonché la lettura delle relative sentenze, mentre non era altro che “antiberlusconismo” per aprire la strada ai terroristi annidati nei centri di igiene mentale. Ecco perché non ci siamo dedicati anche noi ai processi di Cogne, Garlasco, Erba e Perugia: per “ridurre l’avversario a bersaglio da annichilire” (sempre Battista, chiedendo scusa alle signore). Ci siamo pure travestiti da leader del centrodestra e abbiamo preso a delirare all’impazzata. Ricordate Berlusconi che dà dei “coglioni” alla metà degli italiani che non votano per lui, dei “matti antropologicamente diversi dal resto della razza umana” ai magistrati, dei “golpisti” agli ultimi tre presidenti della Repubblica, dei fomentatori di “guerra civile” ai giudici costituzionali e ai pm di Milano e Palermo, dei “criminosi” a Biagi, Santoro e Luttazzi, che minaccia Casini e Follini di “farvi attaccare dalle mie tv” perché “mi avete rotto il cazzo” e invoca “il regicidio” per rovesciare Prodi? Ero io che camminavo in ginocchio sotto mentite spoglie e tre chili di cerone. Poi, già che ero allenato, mi sono ridotto a Brunetta per dire che questa “sinistra di merda” deve “morire ammazzata”. Ricordate Bossi che annuncia “300 uomini armati dalle valli della Bergamasca”, minaccia di “oliare i kalashnikov” e “drizzare la schiena” a un pm poliomielitico, sventola “fucili e mitra”, organizza bande paramilitari di camicie verdi e ronde padane perché “siamo veloci di mano e di pallottole che da noi costano 300 lire”? Era Santoro che riusciva a stento a coprire il suo accento salernitano con quello varesotto imparato alla scuola di dizione. Ricordate Ignazio La Russa che diceva “dovete morire” ai giudici europei anti-crocifisso? Era Scalfari opportunamente truccato in costume da Mefistofele. E Sgarbi che su Canale5 chiamava “assassini” i pm di Milano e Palermo e Caselli “mafioso” e “mandante morale dell’omicidio di don Pino Puglisi”? Era Furio Colombo con la parrucca della Carrà. E chi pedinava il giudice Mesiano dopo la sentenza Mondadori per immortalargli i calzini turchesi? Sandro Ruotolo, naturalmente, camuffato sotto le insegne di Canale5. Chi si è introdotto nel sistema informatico di Libero e poi del Giornale di Feltri e Sallusti per accusare falsamente Dino Boffo di essere gay, Veronica Lario di farsela con la guardia del corpo, Fini di essere un traditore al soldo dei comunisti? Quel diavolo di Peter Gomez. Chi ha seviziato Gianfranco Mascia, animatore dei comitati Boicotta il Biscione? Chi ha polverizzato la villa della vicedirettrice dell’Espresso Chiara Beria dopo una copertina sulla Boccassini? Chi ha spedito a Stefania Ariosto una testa di coniglio mozzata per Natale? Noi, sempre noi. Ora però ci hanno beccati e non ci resta che confessare.Se ci lasciano a piede libero, ci impegniamo a non dire mai più che Berlusconi è un corruttore amico di mafiosi. Lui è come Jessica Rabbit: non è cattivo, è che lo disegnano così.
Angelo BiondiCrini
da Spinoza
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di Marco Travaglio. il Fatto Quotidiano
La valanga di parole storte che si rovescia ogni giorno sul processo Dell’Utri nasconde malamente il tentativo di occultare una realtà drammatica che è sotto gli occhi di tutti: la trattativa fra Stato e mafia, iniziata dai carabinieri del Ros nell’estate del ’92 dopolastragediCapaci,culminata nella consegna del papello ai nuovi referenti politici e nella consegna di Riina al Ros da parte degli uomini di Provenzano, ripresa nel ’93 da Dell’Utri con gli uomini di Provenzano e del clan Graviano, sfociata nella fine delle stragi nel ’94, continua tutt’oggi. Siamo ormai ai tempi supplementari, il regime berlusconiano è alle corde, e chi si aspetta che i vecchi patti vengano rispettati si rende conto di dover giocare il tutto per tutto. Non più nelle segrete stanze, dietro le quinte, con trattative sotterranee sulla “dissociazione” e messaggi cifrati(il proclama di Bagarella sui politici che non rispettano le promesse, lo striscione allo stadio di Palermo sul 41-bis). Ma a scena aperta. Alla luce del sole. In favore di telecamera. Perché tutti capiscano e chi di dovere si assuma finalmente le proprie responsabilità.
Il Graviano sbagliato. Il gioco delle parti tra i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, lungi dallo smentire Spatuzza, lo conferma. Spatuzza dice che era Giuseppe il suo capo, non Filippo. Infatti Filippo nel 2004, nel carcere di Tolmezzo, gli disse che bisognava far sapere a Giuseppe che, se non arrivava quel che doveva arrivare (benefici carcerari per i boss al 41-bis), bisognava andare a parlare con i magistrati”. E fu Giuseppe, tra la fine del 1993 e l’inizio del ‘94, a confidare a Spatuzza prima che c’era un progetto politico dietro le stragi del ’93, poi che con Berlusconi e Dell’Utri in politica CosaNostra aveva “il paese nelle mani”. Dunque è Giuseppe, non Filippo, che potrebbe confermare le parole del pentito. Filippo nega tutto, ma Giuseppe se ne guarda bene. Potrebbe chiudere definitivamente la partita e liquidare il pentito in due parole: “Tutte bugie”. Invece ne pronuncia ben di più, tramite il suo avvocato: “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere perché non sto bene a causa del 41-bis, ma, quando il mio stato di salute me lo permetterà, sarà mio dovere rispondere”. Paradossalmente, se la trattativa sul 41-bis andrà a buon fine, lui parlerà. Resta da capire che cosa dirà: confermerà o smentirà Spatuzza, che finora non solo non ha mai smentito, anzi ha addirittura elogiato come un “fraterno amico” da “rispettare” perché “ha fatto le sue scelte”? Il paradosso è proprio questo: se gli danno quel che chiede, lui potrebbe inguaiare i vertici del governo. Ma potrebbe farlo anche se non gli danno quel che chiede. In ogni caso, è una clamorosa conferma alle rivelazioni di Spatuzza sull’insofferenza dei Graviano per le promesse non mantenute.
Dell’Utri, se davvero fosse estraneo a quel mondo, potrebbe chiamarsene fuori. Invece entra a piedi giunti in questo dialogo a distanza. Ha già detto che per lui i mafiosi si dividono in eroi (quelli che, come Mangano, non solo non parlano di lui né di Berlusconi, ma non parlano tout court, restando mafiosi: come anche Riina, Provenzano, Bagarella e così via) e in bugiardi che dicono “minchiate” (Spatuzza, ma anche gli altri venti che hanno parlato di lui in 15 anni di inchieste e processi sul suo conto). Il 7 dicembre, a Porta a Porta, Dell’Utri spiega che“Spatuzzaèun assassino efferato e non capisco come si possa dopo tanti anni dire queste cose. Ma l’obiettivo è chiaro: Spatuzza ottiene prebende, ottiene di uscire dal carcere, lavoro per lui e per le persone a lui vicine. Spatuzza con questo pentimento si è santificato e io passo per un efferato stragista”. Quando invece Filippo Graviano dice di non conoscerlo e smentisce Spatuzza, Dell’Utri si spertica in elogi e gli conferisce una patente di pentito attendibile: “Sono meravigliato dalla dignità e dalla compostezza di questo signore. Ha detto cose che mi meravigliano. Nel guardarlo ho avuto l’impressione di dignità da parte di uno che si trova in carcere e ha delle sofferenze. A differenza dell’impressione che mi ha fatto Spatuzza, mi è parso di vedere dalle parole di Filippo Graviano il segno di un percorso di ravvedimento”. Peccato che Filippo Graviano non sia pentito di un bel nulla, tant’è che nega financo di esseremafioso,negaidelittipercuiè stato condannato all’ergastolo, delitti molto più gravi di quelli commessi da Spatuzza, visto che questo era solo un sottoposto, mentre l’altro è uno dei capi. Dunque, contrariamente a quanto previsto da una legge dello Stato voluta da Giovanni Falcone, per Dell’Utri i pentiti veri sono i mafiosi che non confessano e non collaborano. Figurarsi l’entusiasmo dei boss irriducibili per le parole di un parlamentare della Repubblica. E figurarsi l’allarme fra i pentiti veri, la cui sicurezza dipende dal sottosegretario Alfredo Mantovano: che dovrebbe attenersi ad assoluta terzietà, dovendo valutare le richieste dei magistrati per assegnare i programmi di protezione, e invece va in tv ad attaccare l’attendibilità dei pentiti a cui dovrebbe garantire l’incolumità perché collaborino serenamente con la giustizia.
Il destino del processo. È stata un autogol di un magistrato “inadeguato, dilettante e disinvolto” la scelta del pg di Palermo di introdurre Spatuzza nell’ultima fase del processo Dell’Utri prima di sottoporlo ai necessari riscontri, come scrivono certi maestrini che danno le pagelle ai giudici? Assolutamente no. Quando c’è il tempo, si cercano i riscontri in proprio. Quando, come nel caso delle recentissime dichiarazioni di Spatuzza, queste arrivano nella fase finale del processo, è doveroso riversarvele, accompagnatedairiscontrigiàtrovati dalla Dia e dalla Procura di Firenze (che ritiene Spatuzza attendibile, tant’è che ha chiesto di ammetterlo al programma di protezione). Tanto più che Spatuzza non fa altro che aggiungere un tassello a quanto già dimostrato in primo grado: i già accertati rapporti fra Dell’Utri e i Graviano. Spetterà poi ai giudici valutare le nuove testimonianze alla luce dei fatti già emersi nel processo. La stessa cosa accadde al processo Cusani, dove Di Pietro portò in aula i segretari dei partiti che gli avevano appena confessato di essersi spartiti la maxitangente Enimont. E, guardacaso, alla fine fioccarono le condanne.
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di Gianni Barbacetto. Il Fatto Quotidiano
Applausi ai familiari delle vittime di Piazza Fontana. Fischi al sindaco di Milano Letizia Moratti e ai presidenti di regione e provincia. Qualche scontro tra manifestanti e polizia. Quarant’anni dopo la strage, l’anniversario del 12 dicembre 1969 è stato celebrato davanti alla banca dove scoppiò la bomba, in una piazza inspiegabilmente transennata e chiusa, dove dopo l’inizio della manifestazione ufficiale è stato vietato l’ingresso ai cittadini che continuavano ad affluire e al corteo della sinistra.
Il corteo istituzionale, a cui avevano aderito il Pd e i sindacati, era arrivato in Piazza Fontana con i gonfaloni di Milano e di Brescia. Su un piccolo palco, con un’amplificazione inadeguata all’anniversario, è stato letto il messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Continuate pure a cercare, perché si possa recuperare qualsiasi frammento di verità rimasto nascosto. Spero che questa vostra ricerca, a cui debbono collaborare tutte le istituzioni, possa condurre a dei risultati”. Il messaggio è proseguito tra gli applausi: “Il chiedere giustizia per le vittime del terrorismo, per tutti coloro che hanno pagato, non significa solo chiedere riparazione ai tribunali, ma chiedere giustizia e riparazione alla nazione… Il nostro Stato democratico porta su di sé questo peso, con cui deve fare i conti la coscienza di tutti gli italiani. Alle famiglie delle vittime di Piazza Fontana e alle associazioni che le hanno sostenute dico: vi rinnovo la mia ammirazione per come avete, per quarant’anni, continuato a vivere la sofferenza del primo momento; è stato molto duro e non avete mai accettato di chiudere la parentesi, non avete mai accettato di ritornare nemmeno soltanto nel vostro privato dolore e nel vostro privato ricordo”.
La piazza è precipitata nel silenzio alle 16.37, l’ora in cui 40 anni fa è esplosa la bomba dentro la Banca Nazionale dell’Agricoltura. Un familiare delle vittime, Carlo Arnoldi, ha poi ricordato insieme Pino Pinelli, il ferroviere anarchico morto dopo la strage nei locali della Questura di Milano, e il commissario Luigi Calabresi. “Il 9 maggio scorso”, ha ricordato Arnoldi, “il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto un gesto importante, a differenza di quelli che lo avevano preceduto: ha dato dignità a Pinelli, innocente, come diciottesima vittima di Piazza Fontana, restituendo così l’onore che gli era stato negato”.
Quando la parola è passata al sindaco Moratti, sono cominciati i fischi e le grida (“Vergogna”, “La strage è di Stato”…) che sono proseguiti anche durante gli interventi del presidente della provincia Guido Podestà e della regione Roberto Formigoni. Letizia Moratti alla fine del suo intervento si è allontanata, bianca in viso, attorniata da un nugolo di poliziotti e vigili urbani. Formigoni è invece sceso dal palco irridente e si è rivolto a braccia tese ai manifestanti come un Paolo Di Canio sotto la curva avversaria.
A questo punto è arrivato a lambire la piazza il corteo della sinistra, a cui avevano aderito Rifondazione comunista, i Comunisti italiani e i centri sociali, con in testa lo striscione “La strage è di Stato”. Una doppia transenna e un cordone di poliziotti e carabinieri impedivano l’ingresso nella piazza. Dopo lo scoppio di qualche petardo e il tentativo di forzare il blocco, c’è stato qualche scontro e qualche manganellata, mentre alcuni consiglieri comunali, tra cui Basilio Rizzo della Lista Fo, protestavano per la gestione dell’ordine pubblico nella piaz
(AFFINCHÉ SI TORNI TUTTI VOI A ZAPPARE LA TERRA)
Quand’ero bambino leggevo questa scritta al mio paese
nobile vernice spray sul muro delle Poste Italiane
in piazza, una piazza del Sud,
in piazza ma nel posto più scuro e imboscato
“dietro alle Poste” appunto…
me li ricordo, tutti lì,
i fior dei lor gentili anni caduti
“ci chiamano drogati ma loro sono ladri”
proprio così diceva la scritta
nobile vernice spray da frugale bomboletta presa a due soldi in ferramenta
ma non capivo, ero un bambino,
non capivo chi fossero questi “loro” che erano i ladri
mentre i “drogati” invece erano proprio tutti lì, imboscati dietro alle Poste.
Oggi sono un po’ più grande d’allora
ho capito
i ladri
quelli veri, e ormai senza più neanche virgolette,
hanno calato giù le maschere.
Lo hanno fatto nel modo peggiore
svendendo la nostra pubblica acqua all’untuoso voracissimo appetito delle private speculazioni
di fatto rubandocela
di fatto
rubando.
Come fai a vendere qualcosa che non t’appartiene se non rubandola?
Non si faccia confusione:
chi parla gattovolpescamente di “gestione privata dell’acqua” che resta “pubblica”
ci sta semplicemente prendendo per il culo.
Supponiamo di avere una nostra bicicletta in comune con un nostro amico:
questo amico, nonostante la bicicletta resti a parole comune a entrambi,
comincia ad utilizzarla solo ed esclusivamente lui,
e se anche noi volessimo usarla dovremmo comunque chiedere il permesso a lui
e se poi volessimo pedalarla per conto nostro
dovremmo anche pagargliela cara per ogni giro che facciamo,
ovviamente…
il nostro “amico” ha escogitato un modo furbastro di fotterci la bicicletta,
“amico” che però continua a millantarcela ’sta bicicletta
a noi e agli altri
come un qualcosa che resta a parole comune.
In questo medesimo modo l’attuale governo italiano ha fottuto l’acqua ai suoi cittadini,
e si presti qui bene attenzione:
!!! SENZA CHIEDERE NIENTE A NESSUNO !!!
senza neanche un democratico dibattito parlamentare,
così, a fiducia,
ci hanno inculato sulla fiducia!!!
E ci hanno inculato l’acqua
la vita cioè
pioggia dal cielo che a nessuno appartiene perché appartiene a tutti
problema fondamentale di questo secolo appena iniziato
!!! CI HANNO FOTTUTO UN DIRITTO UNIVERSALE !!!
Che ladroni questi governanti
che delinquentelli da strapazzo
che basso rango di (dis)onorevoli fottitori!!!
Facile sempre è fare il frocio col culo degli altri
e mi scusino gli amici gaii per il dispregiativo ma qui non mi riferisco certo a loro,
ma a quei pezzenti rottinculo dei nostri attuali governanti, tutti, nessuno escluso.
Dopo aver restituito l’acqua agli italiani
se ne dovrebbero andare tutti pacificamente a casa
a pensare alla famiglia se ne hanno una
è meglio
io non li voglio in galera ’sti pezzenti
e non perché plausibilmente in galera a dignità sarebbero la vergogna dei loro coinquilini,
quanto perché non credo che la galera serva a qualcosa,
per inciso qui continuo a dirlo:
grandi appezzamenti di terreno controllati in cui mandare a zappare i colpevoli di reati,
e che vivano di quello che riescono a produrre.
La punizione deve insegnare qualcosa, non distruggere una vita per la colpa d’un atto.
Per questo i nostri governanti dovremmo mandarli a zappare la terra,
per lo stesso principio.
Già, perché le cronache poi ti raccontano di paradossi
difficili da spiegare da un padre al proprio figlio:
“Papà, ma come mai chi ha in tasca un po’ d’erba
e chi ci fotte l’acqua
si fa tutte le leggi che vuole per non farsi processare?”
“Figlio mio non lo so,
forse non si fanno processare perché poi hanno paura
ché t’hanno fottuta l’acqua…”
Già…le cronache ci raccontano di ragazzi ammazzati
dalle mani una-lava-l’altra dell’attuale pluridecennale governo,
o per le sue dirette disposizioni e/o dirette responsabilità
le cronache mi parlano di Carlo Giuliani e Federico Aldrovandi,
di Gabriele Sandri, di Stefano Cucchi
e di un ragazzino marocchino morto suicida in carcere a Firenze,
solo come neanche un cane,
carcere che, a rigor di logica, proporzionalmente toccherebbe assai più a voi ladroni governanti
e qui lo dimostrerò,
ma ripeto, preferisco comunque che andiate a zappare
piuttosto che sapervi in carcere ad ammuffire senza possibilità di redenzione alcuna…
Bastardi, bastardi a dir poco i nostri governanti…
Ma andiamo per gradi, dimostriamolo appunto:
pensiamo per esempio al ministro Giovanardi, questo pezzente,
perché come tutti i nostri governanti è un pezzente, sia ben chiaro,
diciamolo a gran voce una volta per tutte:
questo pezzente che sarà fiero della sua carica di ministro ma pezzente
ha fatto una legge terrorista, da assassino per negligenza, da pezzente appunto,
perché è un pezzente sì ma affetto anche da certo moralismo assassino,
perché chi fa una legge d’odio contro chi fuma gli spinelli
(che lo vogliate o no una considerevole fetta della popolazione)
significa che questo pezzente sta negligentemente istigando alla violenza diffusa,
anzi diciamolo bene, dà licenza di violenza, la legittima,
la legittima a chi dovrà fare poi il lavoro sporco di andarli a prendere questi criminali,
questi pericolosissimi comunissimi cittadini che si fumano gli spinelli…
spinelli che uno deve, a causa di questi pezzenti, loscamente rimediare dando soldi alle mafie,
perché non può liberamente piantare una pianta nel proprio orto
perchè il governante glielo vieta e magari lo tortura pure
e così i soldi vanno tranquillamente alle mafie
e i conti tornano, vero signor pezzente ministro Giovanardi?
E poi il bello è che volete mettere le centrali nucleari a uranio dappertutto
che se non esplodono loro e noi con loro
come minimo producono scorie che durano migliaia e migliaia di anni in letali radioattività
che poi non sapete dove minchia mettervele ’ste fesse di scorie de ’ste cazzo de centrali,
e poi mi venite a rompere i coglioni per due canne
d’una pianta che per millenni non ha rotto il cazzo a nessuno?
Ma quanti favori fate a ’ste mafie?
Quanti patti avete firmato con le mafie?
Quanti papelli avete sottoscritto?
Ce n’è uno pure per la vendita esclusiva concessa alle mafie delle droghe leggere?
Vendita esclusiva concessa da voi alle mafie,
in cambio di quel che hanno concesso le mafie a voi?
Mi faccia sapere signor ministro, mi faccia sapere,
ca accà nisciùnu è fessu
ti è chiaro questo signor pezzente ministro?
Tu tra l’altro signor pezzente ministro sei anche negligentemente un “terrorista”,
vuoi dimostrato pure questo?
“Terrorista” perché,
nel senso etimologico del termine,
istighi terrore contro chi fuma spinelli
(ripetiamolo a scanso d’ipocrisia, una larga fetta della popolazione)
terrore calato dall’alto che ha portato alla morte Stefano Cucchi.
Ma qui ovviamente non è certo un semplice problema di canne,
è parte d’un vostro intero sistema repressivo
deputato al controllo mentale e fisico
a danno dell’intero popolo.
Facile è poi far cadere le responsabilità sempre solo sui Placanica e gli Spaccarotella,
questi uomini che voi usate per difendervi dalla vostra paura da ladroni che siete,
questi uomini in divisa che uomini restano, obbediscono agli ordini perché devono pur campare,
e se l’ordine è picchiare duro e con acceso terrore l’ultràs come i no-global o come chi fuma gli spinelli
quelli devono eseguirli i vostri ordini terroristici no?
E allora via, signor ministro, ‘ffanculo il vostro sistema di terrore,
andateve a casa, pacificamente lo ripeto, andatevene in pace,
un gesto d’umiltà e ci sarà comprensione e umano perdono,
vivremo felici insieme con voi felici e senza che voi
oh poveri pezzenti infelici
ci governiate.
Senza la tua legge negligentemente e ipocritamente criminale signor ministro Giovanardi
(quanti colleghi ha che sniffano coca signor ministro? sia sincero sù, almeno con te stesso,
tira fuori i nomi di quelli che sniffano se vuoi fare l’uomo davanti al tuo popolo
più che far fare ai moralisti come te i test anti-droga “a discrezione”…ma che minchiata è?)
senza quella legge ipocritamente omicida
il giovane non sarebbe stato arrestato e torturato per il possesso di 30 grammi di marijuana,
che sia ben inteso, è una pianta il cui seme dalla natura c’è stato dato,
è una vera e propria erba, e quel giovane è morto solo perché in possesso di erba,
erba che è al mondo prima ancora che uno qualsiasi di voi governanti ipocritamente moralisti
si svegliasse una mattina e decidesse che è “fuori legge” una pianta,
una pianta che ha un’evoluzione di milioni di anni e millenaria cultura.
Senza la tua legge criminale signor ministro Giovanardi
il giovane non sarebbe morto solo in carcere denutrito e torturato.
Torturato sì, come furono torturati i giovani a Bolzaneto e alla Diaz.
Ce le dimentichiamo le cose signor pezzente ministro Giovanardi?
E pensare che in Italia non esiste il reato di tortura…
per preservare esattamente chi questo reato non esiste?
Per preservare le forze brute di cui avete bisogno
per inoculare forse il vostro male moralista e tirannico?
Signor Giovanardi, ci faccia una cortesia, vada a casa e pensi alla famiglia che è meglio,
tranquillo, nessuno la toccherà,
noi non facciamo il vostro sporco gioco,
non rispondiamo a odio con odio,
perché siamo davvero crudeli,
noi non vogliamo farvi alcun male per poi farvi beatificare dalle vostre inique televisioni come dei santi,
questi sono ingenui favori che vi hanno fatto in passato,
ma noi siamo davvero crudeli, e cioè necessari, essenziali:
vi vogliamo fuori dai coglioni, a casa vostra, in pace tranquilli con le vostre famiglie.
In pace, tranquilli, a sorridere al vostro vicino senegalese.
V’è sempre piaciuto il privato no?
Ecco, tornatevene al vostro privato.
A noi non serve una vendetta, ci basta che vi riconosciate per quello che siete:
pezzenti che hanno bisogno di tornare a zappare la terra nel proprio orto di casa.
E ci dovreste andare tutti, in massa, nessuno escluso tra voi governanti,
tutti, compreso quello che ha firmato insieme a te quella legge omicida di cui sopra,
ma sì dai, quello lì che ora si sta facendo passare su tutti i giornali come l’uomo forte,
“moderato ma deciso”,
quel pezzente insomma che inforca occhiali di titanio…
come si chiama?
Mi pare fosse nelle sale di comando centrale delle forze dell’ordine al G8 di Genova
quando nel 2001 gli agenti di polizia e carabinieri
messi lì dagli ordini di qualcuno, non certo spontaneamente,
fratelli contro fratelli per difendere voi pezzenti e portare il pane a casa,
fecero impunemente da voi fomentati una strage incontrollata tra mamme e bambini
per le strade della città,
ti ricordi?
E pensare che tutta quella gente lì
quella fiumana di gente di tutte le razze e di tutti i colori che v’ha fatto così tanto cacare addosso
da schierarvi a vostra personale difesa migliaia di vostri sottoposti a fermare i loro fratelli
faceva benissimo ad essere così incazzata tutta quella gente là a manifestarvi contro
perché aveva capito tutto
la globalizzazione è stata una merda imposta da pochi sciacalli a tutti i popoli,
e quindi ce n’era da essere incazzati e Genova contro 8 coglioni in giacca e cravatta,
lo stesso pensa il vostro egregissimo ministro dell’economia
un facinoroso no-global pure lui, il Tremontino vostrano…
Comunque lo stolto è pure quello lì che ha fatto la legge insieme a Bossi
contro gli immigrati clandestini,
cioè quella legge-scempio che ha cominciato col porre uomini contro uomini,
suddivisi tra “autoctoni” e “clandestini”,
i primi liberi, i secondi nei CPT, o peggio
“centri di identificazione ed espulsione” (sic!)…
Bella legge del cazzo,
figurati per me che son figlio d’emigrante italiano all’estero il doppio sfregio,
pura istigazione all’odio entrambe le leggi che portano il suo nome,
però quello lì è sempre là sullo scranno più alto,
ma inforca occhiali di titanio cazzo, varrà qualcosa,
varrà le pugnalate alle spalle che tira ora all’alleato
dopo essersi fatto pure pagare le campagne elettorali per una vita,
sempre finanziato pure lui da pezzenti massoni, sia ben chiaro…
cazzo, varrà qualcosa allora questo “parafascista”/”paramassone”, no?
Tutti ne parlano benissimo,
lui va in Israele, dove ci stanno i soldi positivi ovviamente,
si mette lì in prima fila
e si mette a fare l’amico di tutti lui, eh certo,
con un muro alto così che quello di Berlino a pensarci faceva ridere…
però cazzo, quello è caduto di muro no? e allora tutti lì a festeggiare allegramente…
ma cosa cazzo andate voi a festeggiare là con quest’altro muro che c’è qua???
mistero delle minchionissime telecrazie occidentali…
Questo muro qui in Cisgiordania no, non è una vergogna, tranquilli,
si può andare in Israele a fare l’amico di tutti e non gridare nulla,
mica ce ne fotte niente a noi di questi palestinesi…
ce ne fotte mica niente a noi dei palestinesi, no?
A me sì
son persone
GRIDATELO CAZZO AL MONDO INTERO INVECE DI FARE GLI IPOCRITI!!!
Tu senti a me Gianfranco Fini, torna a casa dalla famiglia se te ne resta qualcuna,
vai e vivi in tranquillità, nessuno ti toccherà,
non faremo noi a te quello che tu nella tua vita politica hai predisposto per gli altri,
perché non siamo così vigliacchi come lo sei tu ogni giorno,
che da alleato hai sempre acconsentito a leggi infami senza manco fiatare
per poi al momento buono far finta di niente,
come se tu proprio non ne avessi responsabilità
col tuo invece silente consenziente avallo
che hai posto a tutte le leggi infami del TUO governo,
ripetiamolo che sia chiaro…
Ti sei svegliato dopo che il maestrino t’ha fatto la strizzatina d’orecchie che t’eri appannato?
Avete mai visto una gara di fondo?
Di solito restano in testa un paio d’atleti che hanno staccato gli altri
in cui c’è uno che tira e l’altro che segue,
poi, a pochi metri dal traguardo,
quello che tira, ormai sfibrato dalla faticaccia, si fa superare da quello che segue
che fresco fresco va a vincere i 10.000 metri…
ma che strategia originalissima ha questo presidente della camera dei deputati!!!
Intanto Dell’Utri ti fa sapere che se cadono loro cadi pure tu il delfino da circo,
quanti cazzi amari non ti danno da cacare queste mafie eh cetaceo fascistoide?
Senti a me cameratucolo, pigliati le tue immense responsabilità,
torna a casa in pace,
medita,
se puoi cambia,
ma stai tranquillo che nessuno ti toccherà,
te lo ripeto
noi non siamo così vigliacchi.
E neanche così ipocriti:
oggi dici “stronzo a chi discrimina gli immigrati”
ma la tua legge sugli immigrati l’hai mai disconosciuta?
Fu l’inizio della fine sotto questo punto di vista:
C.P.T. già deprecabili che diventavano centri di identificazione ed espulsione
di gente molto più onesta di voi fancazzisti e mangiapane a tradimento del popolo,
gli acronimi ti ricordano qualcosa signor pezzente presidente della camera dei deputati?
Ti ricorda per caso niente il reato di clandestinità istituito durante questa legislatura
da cui non ti sei mai dissociato?
Bello certo avallare leggi il giorno prima
per poi il giorno dopo dire ai quattro venti che è stronzo chi discrimina gli immigrati,
ma gli immigrati in galera con leggi da stronzi chi ce li manda???
Ce li mando io che sto in mezzo a loro sugli autobus tutti i giorni quando torno da lavoro?
No, dimmi tu Gianfranco,
ma lo stronzo esattamente chi è?
TU IN CONCRETO CHE CAZZO HAI FATTO PER IMPEDIRE QUESTO?
Niente,
altrimenti te ne saresti già andato da lì già una decina d’anni fa,
da lì dai tuoi alleati s’intende,
ma cazzo, ti serviva fare l’alleato per arrivare all’agognato potere no?
Ci svegliamo tardi Gianfranco, ci svegliamo tardi, avresti dovuto metterti la sveglia forse,
ma quel che è passato è passato…
tu povero pezzente miravi a un posto più in alto, dovevi stare zitto,
per poi al momento giusto… zàcchete!
fare asso-pigliatutto col megapartito messoti in mano dal tuo alleato…
ma che progetto grandioso e imprevedibile cazzo, sei meglio di Hitchcock cazzo,
perfetta scelta di tempo per la suspense…cazzo ma che uomo politico d’alta caratura morale!!!
Ma oggi che gli alleati si stanno facendo fuori tra di loro tu puoi fare l’ipocrita e parlare.
Bravo bravo
bravo il delfino ammaestrato!
Oggi sei lì che fai il bravo politico “parademocratico” del cazzo
ieri sei stato finanziato dai confratelli massoni
o vorresti smentire l’esecrabile?
Ai massoni si sa
della democrazia non glien’è mai fottuto un cazzo
da che mondo è mondo
chi decide in segreto per gli altri
chi si sente un libero-muratore-di-questa-benamata-minchia
chi trama nascosto agli altri
non è un democratico
è un traditore del popolo
e in altri tempi sareste stati già tutti impiccati sulle pubbliche piazze
sarebbe stato ingiusto lo ammetto
non si toglie la vita e nessuno
e su questo dovreste un po’ meditare
però già ai tempi di Pertini, sani valori d’un tempo,
vi avevano giustamente cercato di debellare
non ci sono riusciti del tutto
siete usciti come sempre dalle fogne sotto ai ponti di Londra
che carini che siete tutt’impomatati come mancu ‘nnà zzòccula,
una ratta, s’intende…
oggi siamo più giusti
siamo proprio qui a rinnegare le vostre violenze così come la vostre pene distruttive,
per questo vi vogliamo tutti a zappare
così sostituirete il simbolo del compasso
col peso della zappa…
Si volevano poi qui dire già che ci siamo
pure due parole su quell’ometto del vostro ministro degli interni
ma sì quella faccia da marone
pare proprio si chiami così
“du’ Maroni”
quello che rubava le caramelle ai bimbi rom
anzi, no, peggio, quello che voleva prendere le impronte digitali ai bimbi rom,
che pezzente, che pezzente, coi bambini se la piglia ’sto pedofobo!!!
Eccolo qui il ministrello secessionista che innesca la violenza
quello che dichiara di volere attaccare violentemente i terroristi
E CHE SIA QUI BEN CHIARO:
’sti terroristi che ogni tanto, sempre al VOSTRO momento giusto,
saltano fuori quando fate quelle porcate di leggi
tipo la privatizzazione dell’acqua
la legge elettorale
la legge Alfano
lo scudo fiscale
la Bossi-Fini
la Fini-Giovanardi
il reato di clandestinità
la riforma della giustizia per i vostri cazzi personali
per non parlare poi del concordato e bipartizan
nullo controllo sui prezzi al passaggio tra lira e euro (non ce le dimentichiamo le cose no…)
nullo controllo con cui avete favorito gli ingordi della vostra razza
ai danni della povera gente, spolpata come una carogna dai vostri “clienti” e soliti avvoltoi…
andate a vedere ancora oggi quanto costano
i generi alimentari in paesi come Spagna, Francia, Germania…
costano mediamente a parità di qualità come minimo un terzo di meno!!!
E tutto ciò condito con ampiamente dimostrati
casi di collusione tra vostri esponenti locali e mafiosi locali,
non bisogna dimenticarle certe cose, eh,
brutta brutta storia eh…
che addirittura un riccone italiano è talmente sfigato da metterselo in casa a spalare la merda ricchissima dei propri ricchissimi cavalli…
ma dico io,
perché essere un mafioso e rischiare decine d’anni di galera
quando puoi fare il nababbo tra ricchissima altrui cavalieresca merda???
Misteri di Cosa Vostra in Casa Vostra…
Dai pure tu Gianfranco che torno un attimo a te,
non fare sempre finta di non saperne nulla
delle tresche dei tuoi alleati con le mafie,
che poi anche a te t’è tornato utile tutto quel potere mafioso accanto con l’alleato,
e ora che ci vuoi dire, che tu sei meglio di lui perché tu non ti sei sporcato le mani
ma ne hai beatamente giovato per quindici anni e passa di quelle mani?
Ma non ce la dare a bere pezzentissimo presidente-della-camera-con-la-brama-di-potere,
non ce la dare a bere, COGLIONE!!!
Questi sono fatti che come vedete neanche a me povero figlio di peone plebeo sfuggono,
vi date un così gran daffare per distruggere il popolo italiano
che non vi preoccupate neanche troppo di pulire la merda che lasciate
e che vi rappresenta.
Voi legittimati eredi della “prima repubblica” e dei loro peggiori senatori (Andreotti e Cossiga)
siete sempre lì a macchinare colpetti di stato fascistoidi secondo la dottrina Kissinger
per fregiarvi di qualcosa di autoerotico nell’imminente andropausa,
a che vi servono le ronde sennò?
Vogliamo rinverdire i fasti di quel disgiunto d’un Borghese?
O servono per minacciate guerre civili?
perché non hanno benzina nelle gazzelle
e tu gli fai lo sfregio di avere pure la concorrenza di privati giustizieri della notte?
Che dànno che fanno le americanate oh…!!!
Si suona l’hammond, si istituiscono le guardie nazionali, si gioca a fare i giustizieri della notte…
‘a “du’ Maro’ Charles Bronson”, o come te chiami te, non ti credevo così scemetto:
gli italiani scrivono parlano leggono mangiano cagano pisciano e fanno all’amore
tutti fondamentalmente allo stesso modo
tutt’assieme con passione
chi parla italiano è già italiano
e gli italiani del resto son già di per sé un miscuglio di razze
e in primis non gliene fotte un cazzo d’una minchionissima secessione
di quattro pezzenti repressi come voi
in secundis non gli passa minimamente per la testa
di subire nessun colpetto di stato in stile vintage-sudamericano,
CHIARO???
A tal proposito spiegami tu ministrello (menestrello? cantastorie?) disonorevole du’ Maroni
tu sei sempre qui che ci racconti la favoletta dei terroristi
per poi giustificare limitazioni governative ai danni della nostra libertà personale
o anche solo per pararti il culo per poter poi reprimere con violenza
quelli che protestano contro porcate tipo la privatizzazione dell’acqua,
storiella dei terroristi che
se esistono davvero
o sono persone che non hanno ancora capito che è finito il tempo del piombo
ed è finalmente arrivato quello delle rose
(ragazzi, lasciate il piombo e venite alle rose!!!)
o sono burattini ai vostri comandi:
delle due l’una.
Nel primo caso prendiamoli e mettiamoli a zappare e riempire il mondo di roseti
e poi andate a zappare pure voi con loro che poi arriviamo pure noi,
nel secondo caso cominciate voi a zappare subito…
ah du’ Maro’, sèntime n’attimo sènti…
ma chi vuoi pijà pe’r culo? facce capi’…
Ma non fate voi governanti così stupidi gli italiani
non siamo tutti così fessi da non afferrare tra le righe i giochetti di ruolo
con cui vi piace masturbarvi il cervello,
giochetti da piccoli massoni che vi piace tanto fare
quei giochetti da confratelli eversivi che siete tutti un po’ tutti lì voi governanti,
attorniati da galoppini, leccaculi e ciucciacazzi d’ogni risma
bellissima “intellighenzia” (o meglio dire “scemenzia” forse)…
tutto per un po’ di meschino potere personale,
nulla per il benessere reale del popolo.
Del resto qualcuno neanche tanto tempo fa l’aveva intuito e stava cercando di spiegarlo per bene,
ma poi voi ce lo avete ammazzato subito subito, meno di un anno dopo da quell’articolo,
v’ha fatto cacare addosso il bolognese eh?
Era frocio, ma cento volte più uomo di voi
che siete dei pezzenti cagasotto come qui s’è dimostrato.
Come vi fece cacare addosso il sardo ancora prima del resto,
allo stesso modo,
ce li avete presi e ce li avete torturati
e finché non ve ne andrete noi saremo qui a combattervi
e a onorare dei nostri uomini la memoria profonda e il coraggio vero.
Voi che vi chinate proni alla servitù
d’un esecrabile maestrino da balconaggio fariseo incipriato di decorso fascismismo,
voi amici della P2 insomma,
voi terroristi legiferanti insomma,
tutti un po’ golpisti,
tutti un po’ collusi,
tutti più o meno implicati in stragismi di stazioni stracolme di volgo emigrante e immigrato,
non son questi certo segreti per iniziandi
visto che dell’esecrabile maestrino avete portato a termine quasi tutto il suo programma eversivo
oh autosedicentesi paraculatamente “democratici”
miserabili coglioncelli idolatri di simboli
non c’è simbolo che regga il callo d’una zappa.
Andate a zappare.
Subito, ora, all’istante.
E fateci il callo.
Noi saremo lì a zappare con voi
senza rancore
che ho scoperto essere il male assoluto.
Noi che pezzenti lo siam sempre stati
vogliamo l’amore
e lo vogliamo adesso!!!
!!!pizza’n'love!!!
Fulvio Rifuggio
Il 17 settembre di quest’anno, mentre ero a lavoro ad incollare piastrelle, la radio comunicava che sei ragazzi erano morti in un attentato kamikaze a Kabul. Mi fermai un istante a riflettere con una grande voglia di scrivere una lettera al mondo, perché avevo bisogno di bloccare quell’istante di ragione che mi era venuto a pensarci.
Il 17 settembre a sera, quando io avrei finito la mia giornata, probabilmente avrei scritto qualcosa. Pensavo a quanti volti e nomi di giovani spariscono nel buio della normalità, a quanti esseri viventi simili a me, capaci di incollare piastrelle e di fare tante altre cose, capaci di pensare, di progettare quello che fanno, in grado di muoversi al solo pensiero, di autorigenerarsi il proprio corpo giorno dopo giorno, che abitano come per magia su un pianeta che vaga da sempre nell’immenso universo, praticamente a questi miracoli dell’esistente unici ed irripetibili che si uccidono tra di loro.
Militari, kamikaze, civili, bambini, cosa c’è realmente dietro tutto questo? Di politica non è che me ne intendo un gran che, ma vivo anch’io su questo pianeta e ragiono con ciò che vedo. Quale inganno aveva portato quel giorno quegli esseri umani li a morire ammazzati?
Vivo in un piccolo paese del sud Italia, tra i miei coetanei tanti si sono arruolati nelle forze dell’ordine; per scelta? No! Giustamente perché non c’è lavoro, nessuno è fesso ad andare a farsi ammazzare da qualche criminale o dal nemico! Qualcuno parte in missione in qualche inferno terrestre dove io non ci passerei neanche a 2000 chilometri di distanza, mi dicono che fanno a gara, forse serve anche la raccomandazione per andarci perché là si guadagna bene ed una volta tornati uno si compra la macchina nuova, la moto, la casa ecc… la cosa assurda che proprio mi lima le cervella è: che razza di compromesso è in grado di accettare l’essere umano! Andare a rischiare la pelle in un posto dove sai che volano bossoli schegge di bomba e tant’altro!
Di chi è la colpa in queste sventure?
Forse ad una certa età uno vuole trovare il modo per stare meglio perché avverte (specie di questi tempi) un forte disagio esistenziale, e pensa che comprandosi dei buoni capi d’abbigliamento, una macchina spaziale e superlucida, magari una moto di grossa cilindrata con la quale correre a trecento e se non sbatti in faccia a qualche parete poi torni al branco e dirai che vali, o l’ultimo telefonino con il quale ti puoi mettere in contatto coi marziani se mai qualcuno passasse per questi venti, praticamente che avendo tutto questo sei apposto, al sicuro, non stai sbagliando niente! È per questi pensieri (che ormai la costante pubblicità intromessa in ogni millesimo della nostra genetica è riuscita a conquistarci) che secondo me uno si convince di rischiare tutto per tutto.
Poi c’è lo Stato con le sue propagande in TV, con questi marpioni holliwoodiani che in un sorriso 100 denti ti fanno capire: -fai come noi qui hai futuro!- poi ci vai e sei tu, proprio tu a morire! perchè? Era così importante l’alfa 156? Dove cazzo devi andare di così importante con quel missile? O la moto, era così importante essere vestito ogni giorno in modo diverso con capi che ti costano la pelle? Valeva davvero con questo modo attrarre qualche gallina che ti avrebbe dato tutto l’amore del mondo in cambio del tuo volante e la tua carta di credito, ed il letto stile harem nella tua casa 300mtq con cinquant’anni di mutuo, dove i tuoi bambini potranno dormire ogni giorno in una stanza diversa, per non farli guardare sempre lo stesso soffitto?
Tutta colpa del consumismo, maledetta bestia! Penso che alla base ci sia questo, se no perché uno rinuncia ad un futuro da umile falegname per andare in guerra? o per diventare spacciatore di roba che s’inietteranno i tuoi coetanei ai quali vuole tanto bene? O essere un tiranno visto che a soli venticinque anni è riuscito a liberarsi dei padroni e delle loro violenze alla dignità, che ora vuole scaricare ai suoi dieci operai? Ma poi la prostituzione, la mmunnezza, ormai non c’è niente di sano, dove ci giriamo a guardare c’è del marcio!
La violenza, la follia , il modo sbagliato di agire dell’essere umano, penso che nasca da questo inghippo di massa. Prima di tutto dall’idea che uno ha di sé stesso. Se ti ritieni di essere un miracolo della natura, che vieni fuori da innumerevoli prove ed impasti che il tempo ha fatto sulla materia (che gia è un miracolo di per sé), che la stessa natura ti ha dato con amore di perfezione una ed esclusiva possibilità di esserci, come fai a comandare una discarica abusiva che ti frutta miliardi con i quali produrre tantissimi altri rifiuti? Se ritieni che in quanto tu sia qualcosa di grande, lo siano anche gli altri tuoi simili, come fai a dormire tranquillo la sera che hai saputo che sei ragazzi più molti altri civili hanno perso la vita perché tu con il tuo potere hai mandato all’inferno per la buona riuscita dei tuoi piani che ti porteranno grossi introiti, con la scusa di portare democrazia in un paese “arretrato”? Sicuro che il nostro ne sia il modello perfetto? anche in Cina manca la democrazia! Quando soffriamo d’insoddisfazione, sicuro che acquistare una grossa moto ci possa ritirare su il morale? Non è che forse anche una vecchia bici mi può portare in qualche posto magari poco lontano da casa , che mai avrei pensato potessi scoprire, dove sdraiandomi sull’erba verde mi stupirò di ciò che mi è garantito di avere fin che avrò vita, anche se sono nudo, spoglio di tutto?
Forse scoprirò il vero amore confidando il mio malessere alla terra, la quale sicuramente è la prima madre e mi ascolterà, forse scoprirò che il mio cuore batte all’unisono con tutto l’universo, con lo scrosciare delle onde o con le carezze del vento. Forse allora io capirò la mia giusta misura ed i miei problemi saranno più soffici, io avrò un ruolo più responsabile nel mio agire e magari saprò distinguere meglio il bene dal male, l’utile dal futile…
Siamo molto distanti da noi stessi! Poveri noi! Violenza su violenza! Siamo vittime della follia dei forti, ci sono riusciti a farci credere che siamo nullità nella moltitudine. Loro non si fanno scrupoli, sono entrati in tutte le nostre case dalle televisioni, hanno invaso il nostro tempo dalla radio, e le nostre strade con i manifesti, più che telefonino, macchina nuova, moto ecc.. il messaggio che è passato è: -Compra! Compra! Hai bisogno di comprare! Non vedi che sei una merda con quella carretta vecchia? Non hai un lavoro sicuro, non puoi rateizzare niente! Dove credi di andare con quelle scarpe vecchie, apparirai uno spacciato, non ti amerà nessuno, sei destinato a soffrire a bestia! Andando avanti così sarai sempre un retrogrado e devi per forza inseguire gli altri se vuoi la felicità !- E tu forse allora farai di tutto per rifarti una posizione nella società, accetterai il compromesso, sarai un militare, -se mi daranno l’ordine ammazzerò perché il mondo è selvaggio, anch’io rischio di non tornare a casa! questa è la vita!-
Sarai uno spacciatore, imbroglierai nel tuo lavoro, il tuo tempo sacro passerà nella dannazione, ed alla fine forse avrai avuto un posto a sedere anche tu in questo bello spettacolo di società, ma tu che posto occuperai in te stesso? Cosa avrai capito al tramonto? Quale verità avrai raggiunto? Forse non sarà proprio comodo accorgersi che non ti sei mai conosciuto…
Questo è quello che vedo io. Sbaglio?
Penso che ognuno dovrebbe impugnare il coraggio di essere autonomo nelle scelte, di esplorare il piccolo invece di mirare al grande, di vedere da solo se ci può essere felicità anche nelle vecchie scarpe. Non è di questo passo che troveremo il benessere. Non con la follia, non con la violenza si ottiene l’amore. Ma è l’amore che è una fiamma che si alimenta da sola, il tuo insieme al mio, insieme al suo. C’è qualcosa di meglio che potremo trovare al supermercato?
Non è omogeneizzando la società che saremo tutti in grado di rispettare le regole, ma una vera società sana è una sociètà che dà spazio a tutti, ognuno col suo trip mentale, con la sua originalità, anche al più strano ed insolito individuo, perché la società ha bisogno anche di lui per progredire!
Dobbiamo smettere d’inseguire i modelli proposti dalla pazzia ed accettare quello che riusciamo ad avere godendo del tempo che passando ci mostra meraviglie!
Il 17 settembre a sera avrei scritto qualcosa del genere ma mi paralizzò nel primo pomeriggio la telefonata di mio fratello che mi informava che a morire era stato il mio amico d’adolescenza che abitava a cinquanta metri da casa mia. L’avevo incontrato 4 mesi prima, mi disse che era uscito dall’esercito che non era vita e che aveva intenzione forse di aprirsi un’azienda agricola, aveva provato anche a fare il camionista, ma forse è stata sfortuna, forse non riusciva a collegarsi in qualcos’altro, e pensò di riarruolarsi.
-Questo non è più un gioco!- Pensai -ciò che ho sempre visto in TV oggi è dietro l’angolo di casa mia! guerra! siamo in guerra ogni giorno! Contro tutto e tutti! Nonostante gli innumerevoli vantaggi, l’uomo non è ancora riuscito a progredire, a crearsi un habitat più comodo e pacifico, ormai bisogna lottare anche per i bisogni più naturali, che per natura dovremmo avere gratuitamente.
Per questo il mio pensiero oggi va ai caduti nella guerra di questo mondo nel tentativo di portare vero progresso, a chi si è scoraggiato ed ha mollato, a chi, vittima innocente della demagogia, è caduto in qualche imboscata, a chi rimasto in trincea per difendere pacificamente ciò che aveva è stato massacrato terribilmente, a chi non immaginava neanche di essere in guerra ed è stato bombardato, ai volti afgani doloranti così simili a quelli dei familiari del mio amico, a Stefano Cucchi, alla purezza dell’universo che non vuole più sentire grida di disperazione…
Vogliamoci bene!
Stefano Aretano
Un messaggio o una comunicazione si dice ad alto contesto (High Context) quando la maggior parte dell’informazione risiede nel contesto fisico o è implicita nella persona, mentre assai poco risiede nella parte esplicita, codificata e trasmessa del messaggio.[1] Al contrario chiamiamo comunicazione a basso contesto (Low Context) la trasmissione della maggior parte dell’informazione attraverso il codice esplicito della lingua.
In generale le transazioni di alto contesto coinvolgono più i sentimenti e l’intimità, mentre quelle a basso contesto sono meno personali e più formali, orientate sull’emisfero sinistro del cervello. Per fare qualche esempio definiamo ad alto contesto la comunicazione familiare o tra amici mentre possiamo definire a basso contesto il confronto formale tra due legali, due politici o due amministratori che scrivono un regolamento. Se teniamo conto di questa suddivisione, possiamo riconoscere che i nordeuropei operino ad un livello di contestualità più basso rispetto a quanto fanno i giapponesi o i Tewa del New Mexico.[2] Possiamo anche individuare le mutazioni che avvengono nel corso della comunicazione stessa e riconoscere che un passaggio da alto a basso contesto possa significare un raffreddamento di una relazione o che il passaggio inverso segnali maggior calore e confidenza nella comunicazione: pensiamo per esempio all’utilizzo della 2ª persona singolare “tu” al posto della 3ª persona “lei”.
Particolarmente significativa risulta la differenza nella logica del discorso e nello stile argomentativo che nelle culture a basso contesto è lineare e diretto, mentre in quelle ad alto contesto è circolare e ambiguo: girare intorno al punto è un modo per metterlo in evidenza con rispetto (per esempio i buddisti o i taoisti ritengono che le cose più importanti non possano essere dette e che il linguaggio verbale serve a comunicare aspetti secondari dell’esistenza).[3]
Ho verificato una volta in un gruppo di studenti americani e di altre nazionalità un esempio di stile diverso. Chiesi quali erano le forme tradizionali di corteggiamento e gli americani risposero tutti con delle frasi abbastanza concise che avevano delle connessioni esplicite con la domanda. Quando però intervenne uno studente nigeriano, cominciò a descrivere il sentiero che attraversava il suo villaggio, l’albero alla fine del sentiero, il cantastorie che raccontava seduto sotto quell’albero e l’inizio di un racconto che una volta il cantastorie narrò. Quando, in risposta all’ovvio disagio degli americani nel gruppo, chiesi al nigeriano che cosa stesse facendo egli disse, “Sto rispondendo alla domanda”. Gli studenti americani protestarono e così chiesi, “In che modo stai rispondendo alla domanda?” ed egli replicò, “Le sto dicendo tutto quello che ha bisogno di sapere per capire il punto”. “Bene”, disse uno degli americani, “Allora, se saremo pazienti, alla fine ci dirai quale è il punto”. “Oh no”, rispose il nigeriano. “Una volta che vi dico tutto quello che avete bisogno di sapere per capire il punto, saprete esattamente qual è il punto!”.[4]
Lo stile descritto da questo studente è uno stile di discussione circolare, o contestuale. Viene preferito non solo da molti africani, ma anche solitamente da gente di cultura latina, araba e asiatica.
Gli europei-americani, soprattutto maschi, tendono a usare uno stile lineare seguendo una scaletta di punti a,b,c…, stabilendo una connessione e una conclusione esplicita. Quando qualcuno devia da questa scaletta, è possibile che l’interlocutore dica: “Non riesco a seguirti” oppure “Possiamo arrivare al punto?” o “Qual è la questione di fondo?”. Questa modalità di argomentare la discussione è culturalmente specifica e, in relazione a un approccio contestuale, può risultare semplice e grossolana per la mancanza di dettagli necessaria a identificare il contesto, e arrogante perché chi parla decide cosa bisogna ascoltare e quali le conclusioni da trarre. Viceversa in una cultura a basso contesto, non venire mai al punto può risultare vago, evasivo, illogico o irritante.
Gli interculturalisti talvolta approcciano questo genere di valutazione negativa reciproca con il concetto di punti di forza e di punti di debolezza. In questo caso la forza di uno stile lineare può risiedere nel completamento efficiente di un compito a breve termine, mentre il suo limite sta nello sviluppare una relazione inclusiva. Per contro, la forza di uno stile contestuale sta nel facilitare la costituzione di gruppi e la creatività consensuale mentre il suo limite è la lentezza. Lo scopo dello studio e dell’esercizio in questo campo, oltre allo sviluppo della consapevolezza e del rispetto per stili alternativi, può essere quello di sviluppare una competenza bistilistica.[5]
Come vediamo nello schema, le differenze lungo la variabile della contestualità racchiudono trasversalmente anche altre dimensioni già affrontate: individualismo/collettivismo, cronemica, espressività. Questo ci induce a pensare che la contestualità sia una delle variabili più importanti nello studio dei problemi di fraintendimento interculturale o di analisi cross-culturale.
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CONTESTUALITÀ |
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Basso Contesto |
Alto Contesto |
| Esplicitazione dei significati attraverso le forme comunicative
Tendenza a costruire messaggi strutturati, a fornire dettagli, a usare termini tecnici Tendenza a usare argomentazioni logiche .. Enfasi su una logica di tipo lineare, che mira direttamente al nocciolo del problema Valorizzazione del comportamento verbale-informativo; scarsa capacità di leggere il comportamento non verbale Valorizzazione dell’individualismo Tendenza a relazioni transitorie e strumentali |
Significati impliciti, ricavabili dal contesto socioculturale
Tendenza a produrre messaggi semplici, densi e ambigui Tendenza a usare sentimenti ed emozioni per comunicare Enfasi su una logica “a spirale”, che gira intorno al punto Valorizzazione della comunicazione non verbale e maggiore sensibilità a gestualità a mimica facciale . Valorizzazione del senso del gruppo Disponibilità a dedicare tempo per costruire e mantenere relazioni sociali durature |
Fonte: Adattato da C. Giaccardi, La comunicazione interculturale, cit., p.127.
[1] E.T. Hall, Beyond Culture, Garden City, New York 1976.
[2] E.T. Hall, Il problema delle differenze nascoste, cit.
[3] “Chu Lao Tao Chu Men Tao” (Il Tao che può essere nominato non è il vero Tao), Tao Te Ching, Lao Tzu.
[4] M.J. Bennet, Comunicazione interculturale: una prospettiva corrente, in Principi di comunicazione interculturale, cit., p. 44.
[5] Ivi., p. 45.
Ibn Kalb -2008